Biostimolante radicale per trapianto e attecchimento
RADIFARM Syngenta Biologicals è un biostimolante non microbico liquido per applicazione radicale, sviluppato con tecnologia GEA932 per favorire la crescita dell'apparato radicale durante il trapianto e le prime fasi di insediamento della coltura. Contiene Zinco 0,1% chelato con EDTA ed estratto di Ascophyllum nodosum. Sostiene l'allungamento delle radici esistenti e l'emissione di nuove radici assorbenti, aiutando la pianta a superare più rapidamente la delicata fase post-trapianto.
GEA932 · Zn-EDTA 0,1% · Applicazione radicale · Trapianto
Dati essenziali e specifiche tecniche RADIFARM
RADIFARM di Syngenta Biologicals è un biostimolante non microbico per applicazione radicale, sviluppato per accompagnare le prime fasi dopo trapianto o messa a dimora. La formulazione integra la tecnologia GEA932, estratto di Ascophyllum nodosum e zinco chelato EDTA, ed è destinata all’impiego professionale attraverso irrigazione o impianti a goccia.
| Caratteristica |
Specifica |
| Prodotto |
RADIFARM |
| Brand |
Syngenta Biologicals |
| Fabbricante |
Valagro S.p.A. |
| Categoria |
Biostimolante non microbico |
| Tecnologia |
GEA932 |
| Fertilizzante associato |
Concime inorganico semplice a base di microelementi |
| Zinco (Zn) |
0,1% – 1,21 g/L |
| Chelante |
EDTA |
| Intervallo di stabilità del chelato |
pH 4–11 |
| Ingrediente botanico |
Estratto di Ascophyllum nodosum
|
| Altri ingredienti |
Borlanda, acetato di potassio, urea, acido acetico |
| Formulazione |
Liquida |
| Modalità di applicazione |
Radicale |
| Sistemi di distribuzione |
Irrigazione / fertirrigazione a goccia |
| Dose CE |
5 L/ha |
| Applicazioni CE |
2 |
| Colture di destinazione |
Perenni legnose, orticole, ornamentali, aromatiche e medicinali |
| Utilizzo |
Professionale |
| Conservazione |
0–35 °C |
| Formati disponibili |
1 L · 10 L |
A cosa serve RADIFARM?
RADIFARM è indicato nelle prime fasi dopo il trapianto o la messa a dimora, quando la coltura deve sviluppare rapidamente un apparato radicale capace di esplorare il terreno e sostenere la ripresa vegetativa. Il prodotto è quindi particolarmente utile nei programmi in cui attecchimento, emissione di nuove radici e superamento dello stress post-trapianto rappresentano una priorità agronomica.
È indicato per favorire la radicazione dopo il trapianto
Dopo il trapianto, la pianta deve adattarsi rapidamente al nuovo ambiente e ricostruire una rete radicale efficiente. RADIFARM sostiene questa fase favorendo l’allungamento delle radici già presenti e l’emissione di nuove radici assorbenti, contribuendo a rendere più rapido l’insediamento della coltura.
È indicato per costruire un apparato radicale più sviluppato
Un sistema radicale più esteso permette alla pianta di esplorare una porzione maggiore di terreno o substrato. Per questo RADIFARM trova particolare interesse nelle fasi iniziali del ciclo, quando è importante creare le condizioni per un migliore accesso ad acqua ed elementi nutritivi nelle successive fasi di crescita.
È indicato quando la pianta deve superare lo stress da trapianto
Il passaggio dal vivaio o dal contenitore al terreno definitivo rappresenta una fase delicata per molte colture. RADIFARM viene utilizzato proprio per accompagnare questo momento, aiutando la pianta a riprendere più rapidamente l’attività radicale e a costruire una base più funzionale per lo sviluppo della parte aerea.
È indicato nei programmi orientati all’efficienza radicale
RADIFARM non sostituisce la nutrizione della coltura, ma interviene sulla capacità della pianta di sviluppare un apparato radicale più efficiente. Per questo può essere inserito in strategie agronomiche nelle quali si vuole migliorare, fin dalle prime fasi, la capacità della coltura di intercettare e utilizzare acqua e nutrienti.
RADIFARM trova il suo impiego più coerente quando la priorità è accelerare la costruzione dell’apparato radicale dopo trapianto o messa a dimora, creando le condizioni per un insediamento più rapido e una maggiore funzionalità della pianta nelle fasi successive del ciclo.
Perché scegliere RADIFARM?
RADIFARM è pensato per accompagnare la coltura nelle prime fasi dopo il trapianto o la messa a dimora, quando la priorità è ricostruire rapidamente un apparato radicale attivo e funzionale. Favorendo l’emissione di nuove radici assorbenti e l’allungamento di quelle già presenti, aiuta la pianta a colonizzare più velocemente il nuovo volume di terreno e a ristabilire una maggiore continuità nell’assorbimento di acqua e nutrienti.
Più radici attive nelle fasi decisive
Dopo il trapianto, l’apparato radicale può subire danni meccanici e una temporanea riduzione della capacità assorbente. RADIFARM interviene proprio in questa finestra, sostenendo la formazione di nuove radici e l’espansione della superficie radicale attiva.
Il beneficio agronomico è concreto: una pianta che ricostruisce più rapidamente il proprio sistema radicale può riprendere prima la crescita vegetativa e ridurre le differenze di sviluppo tra individui, favorendo un insediamento più uniforme della coltura.
Tecnologia GEA932 orientata alla radicazione
La tecnologia GEA932 caratterizza RADIFARM come soluzione specificamente orientata alle fasi iniziali del ciclo. Il prodotto non viene quindi utilizzato come semplice fertilizzante, ma come supporto alla costruzione dell’apparato radicale nei momenti in cui la pianta deve adattarsi al nuovo ambiente di coltivazione.
La formulazione integra fitoingredienti derivati da Ascophyllum nodosum con zinco chelato EDTA, inseriti in una matrice sviluppata per sostenere crescita e attività delle radici.
Zinco chelato per una formulazione stabile e disponibile
RADIFARM apporta Zinco 0,1%, pari a 1,21 g/L, in forma chelata con EDTA. Il chelato è dichiarato stabile nell’intervallo pH 4–11, caratteristica utile per mantenere lo zinco in forma disponibile all’interno delle condizioni operative previste.
La presenza dello zinco completa quindi il posizionamento del prodotto nelle prime fasi di sviluppo, quando la coltura deve costruire rapidamente una rete radicale efficiente.
Un supporto concreto contro il rallentamento post-trapianto
RADIFARM non elimina lo stress da trapianto, ma aiuta la pianta a superare più rapidamente la fase di transizione tra messa a dimora e ripresa vegetativa. Un apparato radicale più sviluppato significa maggiore capacità di esplorare il terreno, intercettare acqua e nutrienti e sostenere con maggiore regolarità lo sviluppo della parte aerea.
È per questo che RADIFARM trova il suo impiego più coerente al trapianto e nei giorni immediatamente successivi, quando si costruiscono le basi dell’apparato radicale che accompagnerà la coltura per il resto del ciclo.
Quando utilizzare RADIFARM?
RADIFARM va utilizzato al trapianto o alla messa a dimora e nei giorni immediatamente successivi, quando la pianta deve ricostruire rapidamente un apparato radicale efficiente e ristabilire una buona capacità di assorbimento di acqua e nutrienti.
Piante perenni legnose
Per le piante perenni legnose, l’etichetta prevede 2 applicazioni da 5 L/ha: la prima al trapianto o alla messa a dimora, la seconda dopo 6–10 giorni.
Il secondo intervento non dipende dallo sviluppo raggiunto dalla pianta, ma segue la finestra temporale prevista, così da accompagnare con continuità la fase iniziale di radicazione e attecchimento.
Orticole, ornamentali, aromatiche e medicinali
Su orticole, piante ornamentali, aromatiche e medicinali, RADIFARM viene applicato alla dose di 5 L/ha per intervento. La prima applicazione coincide con il trapianto, mentre la seconda va effettuata dopo 7–10 giorni, entro il limite massimo di BBCH 2 – sviluppo fogliare.
Perché il momento di applicazione è decisivo
Il valore agronomico di RADIFARM è strettamente legato alla fase in cui viene utilizzato. Il prodotto è pensato per sostenere la pianta quando la priorità è emettere nuove radici, colonizzare rapidamente il terreno circostante e superare il rallentamento fisiologico successivo al trapianto.
Per questo RADIFARM trova il suo impiego più coerente all’inizio del ciclo, quando si costruiscono le basi dell’apparato radicale che dovrà sostenere assorbimento, crescita vegetativa e sviluppo successivo della coltura.
Schema applicativo RADIFARM
RADIFARM va posizionato nelle primissime fasi dopo il trapianto o la messa a dimora, quando la pianta sta ricostruendo il proprio apparato radicale e la priorità è favorire attecchimento, nuova radicazione e ripresa vegetativa.
| Coltura |
1° trattamento |
2° trattamento |
Dose per applicazione |
| Perenni legnose |
Trapianto / messa a dimora |
Dopo 6–10 giorni |
5 L/ha |
| Orticole |
Trapianto |
Dopo 7–10 giorni |
5 L/ha |
| Ornamentali |
Trapianto |
Dopo 7–10 giorni |
5 L/ha |
| Aromatiche e medicinali |
Trapianto |
Dopo 7–10 giorni |
5 L/ha |
Due interventi concentrati nella fase di attecchimento
La strategia prevede quindi due applicazioni ravvicinate, anziché trattamenti distribuiti genericamente durante l’intero ciclo. Il primo intervento coincide con il momento in cui la pianta viene trasferita nel nuovo ambiente radicale; il secondo accompagna i giorni immediatamente successivi, quando l’emissione e l’allungamento delle nuove radici diventano determinanti per la ripresa della coltura.
Nelle piante perenni legnose, il secondo trattamento è previsto dopo 6–10 giorni dalla messa a dimora. Per orticole, ornamentali, aromatiche e medicinali, l’intervallo indicato è invece di 7–10 giorni, rispettando i limiti di sviluppo previsti dall’etichetta.
Il criterio agronomico è chiaro: RADIFARM va concentrato nella finestra in cui si costruisce l’apparato radicale iniziale, così da utilizzare il prodotto nel momento più coerente con il suo posizionamento e con la funzione della tecnologia GEA932.
Come usare RADIFARM
RADIFARM va applicato direttamente nella zona radicale attraverso irrigazione o irrigazione a goccia, così da distribuire la formulazione nel volume di terreno o substrato interessato dallo sviluppo delle nuove radici. Il prodotto è infatti pensato per accompagnare la coltura al trapianto e nelle prime fasi successive, quando la priorità è favorire radicazione, attecchimento e ripresa vegetativa.
Applicazione direttamente alla radice
RADIFARM non è un trattamento fogliare. La distribuzione attraverso il sistema irriguo permette di portare il prodotto vicino all’apparato radicale, dove la tecnologia GEA932 può essere impiegata in modo coerente con il suo posizionamento agronomico.
L’obiettivo è sostenere l’emissione e l’allungamento delle nuove radici assorbenti proprio nel momento in cui la pianta deve adattarsi al nuovo ambiente di coltivazione e ristabilire una maggiore continuità nell’assorbimento di acqua e nutrienti.
Omogeneizzare prima dell’impiego
Prima di ogni prelievo e prima della distribuzione è importante omogeneizzare accuratamente il prodotto, così da mantenere uniforme la formulazione durante l’applicazione.
Utilizzato correttamente, RADIFARM concentra quindi il proprio intervento nel punto e nel momento più rilevanti per la coltura: la zona radicale, il trapianto e le prime fasi di sviluppo dell’apparato radicale.
RADIFARM, MycoUp 360, VELTERY o KENDAL ROOT: quale scegliere per radici e rizosfera?
RADIFARM, MycoUp 360, Radicon, VELTERY e KENDAL ROOT lavorano tutti nell’area radice–suolo–rizosfera, ma rispondono a esigenze agronomiche differenti. La scelta dovrebbe partire soprattutto dal momento del ciclo colturale e dall’obiettivo: costruire rapidamente nuove radici, instaurare una simbiosi micorrizica, migliorare l’ambiente biologico del suolo oppure sostenere la funzionalità radicale nelle fasi successive.
RADIFARM: quando la priorità è partire rapidamente dopo il trapianto
RADIFARM trova il suo posizionamento più naturale al trapianto e nei giorni immediatamente successivi, quando la coltura deve emettere nuove radici assorbenti, colonizzare il terreno circostante e recuperare rapidamente capacità di assorbimento.
È quindi la soluzione da considerare quando l’obiettivo principale è costruire l’apparato radicale iniziale e favorire un attecchimento più uniforme, prima che il programma agronomico si sposti sulla gestione di lungo periodo della rizosfera.
MycoUp 360: quando vuoi instaurare una simbiosi micorrizica
Se l’obiettivo è introdurre direttamente microrganismi capaci di instaurare una relazione stabile con la radice, puoi valutare MycoUp 360 Corteva per inoculare micorrize nella rizosfera.
A differenza di RADIFARM, MycoUp 360 non è orientato principalmente alla stimolazione immediata della radicazione: attraverso Glomus iranicum var. tenuihypharum punta a estendere funzionalmente l’apparato radicale mediante la rete di ife, migliorando la capacità della coltura di esplorare il terreno e utilizzare acqua e nutrienti.
VELTERY: quando il focus diventa l’efficienza della rizosfera durante il ciclo
Superata la fase iniziale di attecchimento, VELTERY Syngenta Biologicals per fertilità della rizosfera ed efficienza nutrizionale permette di spostare l’attenzione sulla funzionalità biologica del suolo e sulla capacità della coltura di valorizzare gli elementi nutritivi disponibili.
VELTERY trova quindi maggiore coerenza nei programmi che vogliono mantenere attiva la relazione tra radici, microbiologia e nutrizione anche oltre la fase immediatamente successiva al trapianto.
KENDAL ROOT: quando la radice deve mantenere o recuperare funzionalità
Nelle fasi successive, soprattutto quando l’apparato radicale è sottoposto a condizioni sfavorevoli, può essere più appropriato KENDAL ROOT Syngenta Biologicals per sostenere la funzionalità radicale sotto stress.
FAQ – Domande frequenti su RADIFARM
Che cos’è RADIFARM?
RADIFARM di Syngenta Biologicals è un biostimolante non microbico liquido per applicazione radicale, sviluppato con tecnologia GEA932 per sostenere la formazione e lo sviluppo dell’apparato radicale nelle prime fasi dopo il trapianto o la messa a dimora.
La formulazione contiene estratto di Ascophyllum nodosum e Zinco 0,1% chelato con EDTA, ed è destinata all’impiego professionale attraverso irrigazione o impianti a goccia.
A cosa serve RADIFARM?
RADIFARM è indicato quando la priorità è favorire rapidamente la radicazione dopo il trapianto. Sostiene l’allungamento delle radici già presenti e l’emissione di nuove radici assorbenti, aiutando la pianta a colonizzare il nuovo volume di terreno e a ristabilire una maggiore capacità di assorbimento.
Il suo impiego è quindi particolarmente coerente nelle fasi di attecchimento e ripresa post-trapianto, più che come trattamento generico da distribuire durante tutto il ciclo.
Quando va applicato RADIFARM?
Il momento principale è il trapianto o la messa a dimora, seguito da un secondo intervento pochi giorni dopo.
Per le piante perenni legnose il secondo trattamento è previsto dopo 6–10 giorni; su orticole, ornamentali, aromatiche e medicinali dopo 7–10 giorni, entro i limiti di sviluppo previsti dall’etichetta.
Qual è la dose di RADIFARM?
La dose indicata è 5 L/ha per applicazione, con 2 interventi.
Il primo viene effettuato al trapianto o alla messa a dimora; il secondo segue a distanza di alcuni giorni secondo la tipologia di coltura.
RADIFARM si applica sulle foglie o alle radici?
Alle radici. RADIFARM non è un trattamento fogliare.
Va distribuito attraverso irrigazione o irrigazione a goccia, così da portare la formulazione nel volume di terreno o substrato interessato dall’attività delle nuove radici.
Perché è importante applicarlo subito dopo il trapianto?
Dopo il trapianto, l’apparato radicale deve adattarsi rapidamente al nuovo ambiente e può attraversare una fase di ridotta capacità assorbente.
RADIFARM viene posizionato proprio in questa finestra per sostenere emissione e allungamento delle nuove radici, favorendo una più rapida colonizzazione del terreno e una ripresa più regolare della crescita vegetativa.
RADIFARM elimina lo stress da trapianto?
No. È più corretto dire che aiuta la coltura a superare più efficacemente la fase post-trapianto.
Il prodotto agisce sostenendo la ricostruzione dell’apparato radicale e quindi la capacità della pianta di tornare a intercettare acqua e nutrienti. Non sostituisce però una corretta gestione di irrigazione, temperatura, substrato e condizioni di messa a dimora.
RADIFARM contiene Ascophyllum nodosum?
Sì. La formulazione comprende estratto di Ascophyllum nodosum, integrato nella tecnologia GEA932 insieme agli altri componenti della formulazione.
Il valore del prodotto non dipende quindi dalla semplice presenza dell’alga, ma dal suo inserimento in una formulazione specificamente orientata alla crescita e alla funzionalità dell’apparato radicale.
Quanto Zinco contiene RADIFARM?
RADIFARM apporta Zinco 0,1%, equivalente a 1,21 g/L, in forma chelata con EDTA.
L’intervallo di stabilità dichiarato del chelato è pH 4–11.
RADIFARM è un concime?
RADIFARM non va interpretato come un normale concime destinato semplicemente ad aumentare l’apporto nutrizionale della coltura.
Il suo posizionamento è quello di un biostimolante radicale, utilizzato per sostenere la costruzione di un apparato radicale più funzionale nelle fasi iniziali. La presenza di Zinco completa la formulazione, ma non modifica il principale obiettivo agronomico del prodotto.
Su quali colture può essere utilizzato?
La destinazione comprende piante perenni legnose, colture orticole, ornamentali, aromatiche e medicinali.
RADIFARM trova quindi impiego sia nei trapianti delle colture erbacee sia nella messa a dimora di colture arboree, quando è necessario favorire l’insediamento iniziale dell’apparato radicale.
RADIFARM può essere utilizzato negli impianti a goccia?
Sì. La formulazione è destinata all’applicazione radicale attraverso irrigazione e fertirrigazione a goccia.
Questo consente di distribuire il prodotto direttamente nella zona esplorata dalle radici, coerentemente con il suo impiego nelle prime fasi di radicazione e attecchimento.
Bisogna agitare RADIFARM prima dell’uso?
Sì. Prima del prelievo e della distribuzione è opportuno omogeneizzare accuratamente il prodotto, così da mantenere uniforme la formulazione durante l’applicazione.
RADIFARM o MycoUp 360: qual è la differenza?
La differenza principale riguarda il meccanismo e l’obiettivo dell’intervento.
RADIFARM è orientato alla rapida formazione e crescita delle nuove radici dopo il trapianto. MycoUp 360 introduce invece un fungo micorrizico con l’obiettivo di instaurare una simbiosi tra radice e micorriza, ampliando funzionalmente la capacità esplorativa dell’apparato radicale.
RADIFARM o VELTERY: quando scegliere l’uno o l’altro?
RADIFARM è maggiormente focalizzato sulla fase immediatamente successiva al trapianto, quando occorre costruire rapidamente l’apparato radicale iniziale.
VELTERY trova invece maggiore coerenza quando, superata la fase di attecchimento, l’obiettivo diventa sostenere funzionalità biologica della rizosfera ed efficienza nutrizionale durante il ciclo colturale.
RADIFARM o KENDAL ROOT?
Anche in questo caso conta soprattutto il momento del ciclo. RADIFARM è specificamente posizionato nella fase di trapianto e prima radicazione; KENDAL ROOT diventa più pertinente nelle fasi successive, quando l’apparato radicale già formato deve mantenere o recuperare la propria funzionalità in condizioni sfavorevoli.
Quali formati di RADIFARM sono disponibili?
RADIFARM è disponibile nei formati 1 L e 10 L, consentendo di scegliere la confezione più adeguata alla superficie trattata e all’organizzazione del programma applicativo.
RADIFARM: partire dalla radice per favorire un attecchimento più efficace
RADIFARM è una soluzione particolarmente indicata quando il successo della coltura dipende dalla rapidità con cui la pianta riesce a ristabilire un apparato radicale attivo dopo il trapianto o la messa a dimora. Favorire fin dalle prime fasi l’emissione e l’allungamento delle nuove radici significa creare le condizioni per una più rapida esplorazione del terreno, una migliore continuità nell’assorbimento di acqua e nutrienti e una ripresa vegetativa più regolare.
Per orticole, colture arboree, ornamentali, aromatiche e medicinali, RADIFARM trova quindi il suo valore soprattutto nel momento in cui si costruiscono le basi del ciclo colturale. Utilizzato nel corretto timing, rappresenta una scelta tecnica mirata per sostenere attecchimento e sviluppo radicale iniziale, riducendo il rischio che una partenza lenta o disomogenea condizioni le fasi successive della coltura.
Filiera e Controllo Qualità
Catena del valore
Syngenta Crop Protection
Tax Residence/Sede Fiscale: Svizzera
Headquarters/Sede Operativa: Svizzera
Subsidiary: Valagro - Italia
Progettazione Italia
Manifattura/assemblaggio Italia
Controllo qualità Italia