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La coltivazione della carota

Originaria del medioriente, ma già anticamente diffusa nel bacino del Mediterraneo, la carota arancione come la conosciamo oggi proviene da una selezione operata nel 1600 da alcuni coltivatori olandesi. In origine infatti la carota era di colore scuro, viola principalmente.

Coltivare carote non è difficile, servono però alcune accortezze. Innanzitutto tra semina direttamente a dimora e trapianto, vince senza discussioni la semina dato che l’eventuale trapianto rischia di rovinare l’apparato radicale che è proprio la parte edibile della pianta. Altro aspetto da non trascurare, sempre per la salute della radice è il tipo di terreno: predilige quello morbido, sciolto, sabbioso e ben drenato. Da evitare substrati sassosi o troppo compatti, dove la radice fatica a svilupparsi. Allo stesso modo fondamentale è la preparazione del letto di semina, con lavorazioni anche profonde (30 cm) atte a renderlo soffice.

In merito al periodo di semina, la carota ci consente di essere elastici, se le varietà più classiche vengono generalmente seminate in primavera, tra marzo e giugno, scegliendo le giuste varietà si possono programmare semine in modo da avere una produzione distribuita su più mesi. Esistono infatti varietà precoci, che possono essere seminate già a inizio anno, e tardive che possono essere seminate fino a ottobre. Per proteggerle dal freddo è una strategia efficace utilizzare del tessuto non tessuto.

La semina va preferibilmente effettuata per file, interrando il seme a 1 cm di profondità, mantenendo una distanza di circa 25 cm tra una fila e l’altra e una distanza di 5-8 cm tra una pianta e l’altra. Volendo è possibile seminare a righe diradando successivamente.

Il seme delle carote germina lentamente, con temperature tra i 12 e i 20 gradi. In caso di necessità, coprire il terreno con del tessuto non tessuto permette di accelerare la germinazione. In alternativa la germinazione può essere velocizzata immergendo i semi in acqua tiepida prima di seminarli.

Se le carote tendono a emergere dal terreno durante il loro sviluppo, va praticato un leggero rincalzo per evitare che la luce del sole inverdisca il colletto delle carote, compromettendone il sapore.

Zappettare regolarmente il terreno contribuisce a mantenerlo morbido a tutto vantaggio della qualità del raccolto e consente di contrastare lo sviluppo delle infestanti, tra le principali antagoniste della coltivazione delle carote. In alternativa a rincalzo e zappettatura, si può proteggere l’ortaggio con una pacciamatura, soprattutto quando l’orto è esposto al vento.

In merito all’irrigazione, le carote vanno bagnate solo quando il terreno diventa secco, facendo attenzione a non creare ristagni.

 

Soluzioni

  • Agrivelo, tessuto non tessuto, composto da migliaia di sottilissimi filamenti in polipropilene. Permeabile all’acqua e all’aria consente di trattare ed irrigare le colture direttamente attraverso il velo che essendo molto leggero, si solleva con la crescita degli ortaggi.
  • Telo biodegradabile nero, telo a base di amidi di mais e patate per pacciamatura, al 100% biodegradabile. Impedisce il formarsi di erbacce senza l'uso di prodotti chimici.
  • Protex, impedisce il formarsi di erbacce senza l'uso di prodotti chimici. Versatile, permette il penetrare di acqua e umidità, mantiene il suolo umido. Aiuole e sentieri sono liberi da erbacce.

 

 

Il concime giusto per delle carote buone e sane

Anche per la coltivazione della carota è importante scegliere un concime che permetta alla carota di crescere con condizioni ideali. Tra i più adatti c’è certamente One orto e frutta, un concime per orti domestici la cui formulazione è stata studiata proprio per gli ortaggi. ONE orto e frutta, di origine 100% vegetale, contribuisce a una buona radicazione e stimola lo sviluppo delle coltivazioni. Questo prodotto è in grado inoltre di rafforzare le difese endogene delle piante a tutto vantaggio della resistenza delle vostre carote. In più va ricordato che utilizzando One orto e frutta anche la qualità e il sapore degli ortaggi ne traggono giovamento. 

Nel caso di coltivazioni semiprofessionali, Sala Laurus suggerisce invece l’impiego di Actiwave G, un fertilizzante completo e biostimolante, anche in questo caso completamente naturale, che favorisce l’assorbimento e l’utilizzo da parte delle piante delle sostanze nutritive disponibili nel terreno.

In fase di impianto, di preparazione del terreno è possibile impiegare Agri Bio Aktiv, un attivatore dei terreni a base di sostanza organica umificata, inoculi batterici e fungini. Questo prodotto, oltre a fornire sostanza organica ed elementi nutritivi, favorisce e orienta la proliferazione nel terreno dei microrganismi utili allo sviluppo delle piante. In alternativa, è preferibile impiegare Nemaplus, un concime organico consentito in agricoltura biologica, inoculo di funghi micorrizici, dalla doppia attività (concime multifunzione): apporta sostanza organica umificata e genera un ambiente ostile allo sviluppo di alcuni parassiti terricoli. Ai fini della fertilità del suolo e dell'alimentazione della massa microbica potrebbe essere appropriata l'applicazione di Biosinergy, un concime organico attivatore dell’apparato radicale a base di sostanza organica umificata, batteri della rizosfera e inoculi di funghi micorrizici.

 

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