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Foglie ingiallite? Potrebbe trattarsi di clorosi ferrica

Le foglie delle vostre piante sono ingiallite? Attenzione: se il processo è iniziato gradualmente dai margini verso il centro, facendo diventare le foglie quasi bianche, mentre le venature risultano essere ancora verdi, è probabile che si tratti di clorosi ferrica, una fisiopatia.

 

Alla base della clorosi ferrica c’è una carenza di ferro nel terreno che può essere determinata da diversi fattori. Spesso dipende dalla composizione stessa del terreno (quelli calcarei o con ph alcalini sono i più problematici in tal senso). A subirne gli effetti possono essere sia gli alberi da frutto (il pesco in particolare è molto sensibile alla clorosi ferrica), sia le piante ornamentali (come la stella di Natale, la rosa, la magnolia), ma attenzione non ne sono immuni nemmeno ortensie, camelie, gardenie o particolari culture come le fragole, i pomodori (vd. foto) e la vite (in particolare alcuni vitigni, come il Pinot, il Cabernet sauvignon o il Ribolla gialla).

 

Il ferro è fondamentale per le piante dal momento che è indispensabile per la formazione della clorofilla ed è per questo che in presenza di una carenza di questo elemento le foglie perdono colore. Dalla clorofilla dipende infatti il bel verde delle foglie ma non solo, è la molecola che permette la fotosintesi, il meccanismo attraverso cui le piante ottengono energia per crescere, produrre e in generale compiere tutte le funzioni vitali. Se manca clorofilla, le foglie (ma in realtà tutta la pianta) non riescono a svilupparsi come dovrebbero, ecco perché in presenza di clorosi ferrica hanno dimensioni più modeste rispetto al normale e risultano più deboli.

Non aspettate, intervenite appena il problema si manifesta o se potete, prevenitelo. Il persistere della clorosi ferrica porta al progressivo disseccamento dell’apparato fogliare.

Per contrastare e prevenire la clorosi ferrica si possono usare prodotti a base di ferro "chelato". Con questo termine si intendono delle speciali formulazioni nutritive in cui il ferro risulta nascosto all’interno di speciali molecole che lo preservano da possibili modifiche chimiche atte a ridurne la solubilità, rendendone complicato, se non impossibile, l'assorbimento da parte delle radici. 

 

Sala Laurus consiglia IronMax per la prevenzione e la cura della clorosi ferrica, un concime a base di ferro che favorisce il rinverdimento delle foglie e contribuisce a renderle più sane, rigogliose e resistenti agli stress climatici.

In alternativa, è possibile impiegare Ferrilene Trium, chelato di ferro con due agenti chelanti (EDDHA; EDDHSA), in formulazione microgranulare in grado di fornire Ferro, per tutte le colture, con elevata efficienza agronomica in tutti i tipi di terreno ( nell'intervallo di pH 4-10). Inoltre, la presenza equilibrata di Manganese e Potassio consente un'ottimizzazione dell'utilizzo da parte della pianta

 

 

Prodotti consigliati:

Ironmax Greentheraphy
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